sabato 6 agosto 2016

A SORPESA VINCE IL BURSASPOR

L'egemonia delle squadra di Istanbul nel calcio turco è provata dalla storica alternanza tra Galatasaray, Fenerbahçe e Besiktas come vincitrici del campionato nazionale a partire dal 1957.
Tale dominio non è mai stato intaccato neanche dalle squadre della capitale Ankara, Ankaraspor e Gençlerbirliği in particolare, che si sono dovute accontentare di qualche occasionale piazzamento.
A rompere tale tradizione ci ha pensato il Trabzonspor, che nella stagione 1975/1976 si è laureato campione di Turchia, replicando tale successo altre 5 volte (l'ultima nella stagione 1983/1984).
Fino al 2010 questa è rimasta l'unica eccezione in un albo d'oro che reca il nome delle squadre di Istanbul a rotazione, in quanto massima espressione tecnica ed economica del calcio turco.
Tuttavia nella stagione 2009/2010 avviene una clamorosa inversione di tendenza, con il Bursaspor che vince a sorpresa il campionato, prevalendo dopo un estenuante duello sul più quotato Fenerbahçe, decisosi proprio all'ultima giornata: questi ultimi non vanno oltre l'1-1 contro il Trabzonspor, mentre la squadra della città di Bursa batte 2-1 il Besikats, operando un clamoroso sorpasso.
La compagine allenata da Ertuğrul Sağlam, è un piccolo capolavoro di tattica e minuziosa cura dei particolari, impreziosita da un'impressionante rendimento dei singoli.
 
 
Costruita con lo scopo di garantirsi una salvezza il più tranquilla possibile, la squadra biancoverde vede il suo rendimento crescere di partita in partita, grazie ad un gioco rapido ed all'implementazione di efficaci movimenti tattici.

sabato 30 luglio 2016

IL DEPOR DIVENTA SUPER

Con il basco Javier Irureta in panchina il  Deportivo La Coruna ha toccato l'apice assoluto in termini di prestigio e risultati, arrivando ad essere conosciuta in tutta Europa.
In tutto il continente si comincia a parlare di Super Depor, grazie alle splendide prestazioni della compagine biancoblu in Champions League, esemplificate dai due quarti di finale ottenuti nel 2001 e nel 2002 e dalla semifinale centrata nel 2004.
Proprio in quest'ultima edizione la squadra galiziana fa valere il proprio valore tecnico/tattico anche contro le squadra italiane, eliminando nell'ordine la Juventus ed il Milan (quest'ultimo rimontando clamorosamente in casa il 4-1 subito a San Siro).
Il Porto futuro vincitore della competizione mette fine alle velleità degli spagnoli, ma negli occhi di tutti gli appassionati resta il gioco intenso e metodico del Super Depor, riconosciuto da tutti come un modello da seguire.
Tutto però ha inizio nella stagione 1999/2000 quando Irureta guida il Deportivo al suo primo e finora unico titolo nazionale, forgiando ed implementando una squadra dove talento e disciplina tattica si sposano alla perfezione


Il tecnico nativo di Irun propone un 4-2-3-1 a prima vista complesso, ma estremamente pratico sul campo, dove l'acume tattico dei singoli gioca un ruolo chiave nel successo del collettivo.

venerdì 22 luglio 2016

ARIE HAAN

Quando si parla del famigerato "calcio totale" di matrice olandese l'accento viene messo sulla grande completezza tecnico/tattica di ogni calciatore, chiamato sul rettangolo di gioco a disimpegnarsi in più ruoli ed a dare il suo contributo in ogni fase si gioco.
Già il concetto di ruolo sembra superfluo nella complicata alchimia orange, laddove l'intercambiabilità di posizione ed il movimento continuo rappresentano un punto di rottura netto rispetto alle più tradizionali concezioni calcistiche.
Maestro nell'interpretare tale nuova scuola di pensiero è Arie Haan, straordinario  centrocampista olandese, talvolta sottovalutato rispetto ai più appariscenti connazionali contemporanei.
 
 
La sua crescita calcistica avviene nel florido vivaio dell'Ajax, dove il suo talento viene subito notato dall'allenatore della prima squadra Rinus Michels, affascinato dalle doti e dalla personalità del giovane centrocampista classe 1948.

sabato 16 luglio 2016

RAMON DIAZ

La valutazione delle prestazioni di un centravanti verte sempre ed inesorabilmente sempre su di un unico ed inequivocabile parametro, il gol.
Quando vogliamo analizzare il rendimento o la carriera di una punta andiamo a vederne il tabellino presenze/reti realizzate arrivando anche, calcolatrice alla mano, a stabilirne la reale media realizzativa.
Se il risultato quantitativo non è almeno di 0,5 (il tanto famoso "gol ogni due partite") siamo portati a ritenere bocciato il calciatore in questione, ancorati al vecchio adagio che un attaccante deve fare tanti gol.
Con questa parziale analisi non si dà il giusto merito a quanto un attaccante possa fare per la squadra e quante delle sue giocate possano essere finalizzate per il compagno di reparto o per l'inserimento dei compagni,
Maestro in tal senso è Ramon Angel Diaz, tecnico e rapido attaccante argentino, atipico rispetto alla consueta concezione del suo ruolo.
 

La sua crescita calcistica è davvero rapida, tanto che nel 1978, a soli 19 anni, fa il suo esordio in Primera Division con la maglia del River Plate.

sabato 9 luglio 2016

TUNISIA 2004

Il calcio in Tunisia ha sempre avuto un'importanza ed una diffusione notevoli, soprattutto dopo l'ottima figura ai Mondiali del 1978, quando la nazionale allenata da Abdelmajid Chetali ottenne la prima storica vittoria di una formazione africana in un fase finale di un Mondiale (come descritto in un nostro precedente articolo).
Da quel momento la rappresentativa tunisina ha faticato a confermarsi a tali livelli, fallendo anche in più di un'occasione la qualificazione alla Coppa d'Africa.
Da tale situazione di difficoltà Le aquile di Cartagine riescono a riemergere solo alla fine degli anni '90, quando una nuova generazione di calciatori permette alla squadra nordafricana di arrivare seconda nella Coppa d'Africa del 1996 e di partecipare a tre edizioni consecutive del Mondiale (dal 1998 al 2006).
L'apice però viene toccato nel 2004, quando la Tunisia vince per la prima volta la Coppa d'Africa, torneo da essa stessa ospitato.  
 
 
Artefice di tale successo è l'allenatore francese Roger Lemerre, campione d'Europa con la Francia nel 2000, ed in assoluto il primo allenatore ad aver vinto sia un Europeo che una Coppa d'Africa.

giovedì 30 giugno 2016

QUANDO IL RIGORE NON VUOLE ENTRARE

Il rigore è uno di quei frangenti nel quale chi tira ha solamente da perdere, mentre l'estremo difensore, condannato a subire la massima punizione, può sperare solo in una imprecisa conclusione o in una propria fortunata intuizione.
Molti errori dagli undici metri sono entrati nella storia del calcio, segnando in modo indelebile molto carriere, talvolta andando a macchiare anche la leggenda di grandi campioni.
In tal senso difficilmente verrà dimenticato il non lusinghiero record dell'argentino Martin Palermo, capace di sbagliare ben 3 rigori nella stessa partita quando indossava la maglia della nazionale.
El Titan, autentico idolo dei tifosi del Boca Juniors, durante la Copa America del 2009, si rende protagonista di tale "impresa" in un match contro la Colombia perso per 3-0.
Nonostante sia ancora oggi il miglior realizzatore della storia degli Xeneizes, viene molte volte ricordato proprio per tale infelice prestazione.
In pochi si ricorderanno invece di una partita del campionato italiano 1991/1992  tra Inter e Verona, dove la squadra milanese realizza un solo rigore sui quattro disponibili, tirati, però, da quattro calciatori differenti.



Il match in questione, valevole per il terzo turno di andata, vedo la compagine neroazzurra avere la meglio sui neopromossi scaligeri, al termine di 90 minuti dopo l'arbitro Pezzella si eleva ad imprevedibile protagonista.

martedì 28 giugno 2016

CARO BUD....

"Io amo il calcio. Sono tifoso del Napoli e della Lazio, da giovane nuotatore ero tesserato per loro. Mi inchino davanti a gente come Buffon, Totti e Del Piero,veri eroi del calcio, perchè hanno sempre saputo dare il giusto valore a questo sport, senza contaminazioni altrui."
Ricordando queste parole vorremmo rendere il doveroso omaggio a Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer.



Uomo di sport e "eroe" di milioni di eterni bambini come noi, che siamo cresciuti a suon di ceffoni a mano aperta, che dopo aver visto i suoi film la domenica pomeriggio, a cena pretendevamo di mangiare fagioli, che migliaia di volte abbiamo canticchiato il Coro dei Pompieri o fischiettato la sigla di Banana Joe, che scommettavamo giocandoci birra e salsicce, che almeno una volta abbiamo sognato di avere una Dune Buggy rossa con cappottina gialla.
Ebbene si, caro Bud. Se abbiamo passato un'infanzia felice, un po è sicuramente merito tuo. Grazie per ogni singola risata, ti ricorderemo per sempre... Altrimenti ti arrabbi!!!
Ciao Bud.

Simone "Montiz" Montagna