giovedì 23 marzo 2017

LA BANDIERA GIORGOS KOUDAS

Ai giorni nostri è opinione comune che le bandiere nel calcio ne esistano più, considerando quali mosche bianche i pochi giocatori che ancora si indentificano in un solo club.
La prospettiva di lauti ingaggi, la nascita di nuovi contesti calcistici e la profonda spirale che separa dal economicamente le grandi e piccole squadre sono le cause più conclamate della fine di tale fenomeno.
Anni fa invece stare per tutta la carriera in un solo club era un onore ed una cosa assolutamente normale, cosicché oggi possiamo ricordare e celebrare più di un calciatore sotto quest'ottica.
Poco conosciuto in Italia risulta sicuramente Giorgos Koudas, per tutta la carriera con la maglia del PAOK Salonicco, ma davvero ad un passo dall'esordire con i rivali dell'Olympiakos nel 1966.



La sua crescita calcistica avviene proprio nel settore giovanile della Dikefalos tou vorra dove sin da subito mette in mostra un talento sopraffino ed una grandissima personalità.

lunedì 13 marzo 2017

WHEN THE SKY WAS BLUE

Nessuna competizione come la FA Cup è in grado in trasmettere lo stesso grado di emozioni e di riconciliare talvolta con i veri valori del football.
La storia della più antica competizione per club è colma di memorabili imprese, laddove anche i più improbabili Underdog si sono concessi una o più giornate di autentica gloria.
In effetti il contesto della Coppa d'Inghilterra è teatro da sempre dei cosiddetti Giant Killing,  vale dire il caso in cui una squadra di serie inferiore elimina una delle Grandi del calcio inglese.
In casi leggermente più rari la squadra sfavorita è riuscita addirittura a vincere la competizione, generando sorpresa ed ammirazione in tutta l'isola britannica.
Uno dei casi più noti in tal senso è l'affermazione del Coventry di John Sillett nel torneo del 1987, battendo in finale il Tottenham.




Un percorso netto quello degli Sky Blues, fatto di qualità e di grande intensità, come dimostra l'accesa semifinale contro il Leeds vinta con un sofferto 3-2.

giovedì 2 marzo 2017

CAN BARTU, IL CESTISTA CALCIATORE

In un ipotetico film di matrice hollywoodiana il protagonista, nazionale di basket, scopre quasi per caso di essere altrettanto bravo a giocare a calcio, arrivando alla clamorosa decisione di diventare calciatore professionista ed una stella assoluta della nuova disciplina.
La cosa sorprendente è che quanto appena raccontato non è la trama di un lungometraggio, ma l'inizio della carriera calcistica di Can Bartu, cestista/calciatore turco, protagonista davvero di un'esistenza da "cinema".
 
 
Nativo della capitale Istanbul, si dedica proprio al basket nella sezione del Fenerbahçe diventando ben presto uno dei migliori giocatori della nazione, arrivando per giunta a giocare nella selezione nazionale.

lunedì 20 febbraio 2017

UN TOCCO DI MASCARENHAS

Il calcio portoghese ha storicamente attinto dalle sue ex colonie africane naturalizzando o semplicemente acquisendo i servigi di alcuni dei più grandi campioni del calcio lusitano.
La mente va inevitabilmente al leggendario Eusebio, fuoriclasse nato in Mozambico e diventato la Pantera Nera per tutto il Portogallo.
In un nostro precedente articolo abbiamo raccontato il grande Mario Coluna, sublime centrocampista del Benfica e della nazionale brasiliana, anch'egli nato a Maputo, capitale dello stato mozambicano.
Anche l'Angola in quanto ex colonia ha più volte fornito atleti alla "casa madre", alcuni dei quali hanno scritto pagine importanti una volta sbarcati nel vecchio continente.
Uno su tutti è sicuramente il funambolico Domingos António da Silva, meglio conosciuto dalla parti di Lisbona, specialmente nel versante Sporting, con il soprannome di Mascarenhas.

Le analogie con lo storico attaccante del Benfica non si limitano solo al continente di origine, ma sfociano anche nelle caratteristiche tecnico/atletiche messe in mostra sul terreno di gioco.

domenica 12 febbraio 2017

WAMOS CACIQUE!!!!

Il calcio cileno ha sempre rappresentato uno dei palcoscenici più accattivanti del panorama sudamericano, nonostante la difficoltà ad ottenere vittorie internazionali.
La storica nazionale Roja ha prodotto alcuni tra i più grandi campioni del panorama sudamericano e non solo, inseribili in una lunga lista fortunatamente ancora in aggiornamento.
Se la nazionale ha dovuto attendere il 2015 ed il 2016 per ottenere un'agognata quanto meritata doppia affermazione in Copa America, le squadre di club hanno dovuto attendere ben 31 anni per ottenere il primo storico successo in Copa Libertadores.
Dopo una serie di finali sfortunate, nel 1991 il Colo Colo porta in Cile per la prima volta l'agognato trofeo, mandando in estasi i tifosi a Santiago.


Artefice primo di tale storico successo è il tecnico jugoslavo Mirko Jozić, allenatore vincente nonché personaggio talmente particolare che meriterebbe un articolo personale.

sabato 4 febbraio 2017

EL CONDORITO

Nella storia del Newell's Old Boys trovano spazio alcuni dei più grandi personaggi della storia del calcio argentino, essendo i Leprosos una delle squadre più particolari ed affascinanti del panorama sudamericano.
Tra i tanti che hanno contributo a rendere la maglia rossonera famosa in tutto il mondo vi è sicuramente l'attaccante Víctor Rogelio Ramos, meglio conosciuto dalle parti di Rosario con il soprannome di El Condorito.
 
 

Tale particolare nomignolo gli deriva dall'eccezionale fiuto per il gol, che lo rende un vero e proprio rapace dell'area di rigore: i 16 metri avversari sono in effetti il suo habitat naturale, all'interno del quale sembra possedere il classico dono di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto per la giocata realizzativa.

sabato 28 gennaio 2017

ARON WINTER

Una dei capisaldi del settore giovanile dell'Ajax è quello di formare giocatori completi in ogni fondamentale, con particolare attenzione alla tecnica di base, ritenuta il vero requisito indispensabile  per ogni giocatore.
Durante il cammino di crescita il giovane calciatore affina l'aspetto tecnico e completa la maturazione fisico/atletica, diventando pronto ed utile per la prima squadra
Oltre agli olandesi "autoctoni" il club di Amsterdam ha attinto da quei ragazzi provenienti da quel inesauribile serbatoio di talento che è il Suriname, forgiando autentici ed indimenticabili campioni.
Uno di questi risponde al nome di Aron Winter, eccezionale mezzala tra le migliori della sua epoca, vera e propria reincarnazione tecnica di quello che vent'anni prima veniva chiamato calcio totale.
 
 
In effetti il centrocampista nativo di Paramaribo in campo riesce a fare più o meno tutto, amalgamando al meglio le doti fisiche fornitegli da madre natura con una squisita tecnica di base.