lunedì 13 marzo 2017

WHEN THE SKY WAS BLUE

Nessuna competizione come la FA Cup è in grado in trasmettere lo stesso grado di emozioni e di riconciliare talvolta con i veri valori del football.
La storia della più antica competizione per club è colma di memorabili imprese, laddove anche i più improbabili Underdog si sono concessi una o più giornate di autentica gloria.
In effetti il contesto della Coppa d'Inghilterra è teatro da sempre dei cosiddetti Giant Killing,  vale dire il caso in cui una squadra di serie inferiore elimina una delle Grandi del calcio inglese.
In casi leggermente più rari la squadra sfavorita è riuscita addirittura a vincere la competizione, generando sorpresa ed ammirazione in tutta l'isola britannica.
Uno dei casi più noti in tal senso è l'affermazione del Coventry di John Sillett nel torneo del 1987, battendo in finale il Tottenham.




Un percorso netto quello degli Sky Blues, fatto di qualità e di grande intensità, come dimostra l'accesa semifinale contro il Leeds vinta con un sofferto 3-2.



Alla vigilia dell'atto finale sono in pochi a credere che la piccola squadra delle West Midlands possa soffiare il titolo agli Spurs, molto più blasonati e sulla carta superiori dal punto di vista tecnico.
La sola presenza di un "artista" come Osvaldo Ardiles, di Chris e Glenn Hoddle e del leggendario portiere Ray Clemence fanno pendere il pronostico a favore della squadra londinese.
Sillett non si scompone e punta a giocarsi la partita con lo stesso spirito e con le stesse scelte che l'hanno portato in finale, schierando il Coventry con il consueto 4-4-2.


Il tecnico di Southampton è consapevole di non avere star nella sua rosa e deve quindi puntare sull'organizzazione tattica ed una corsa costante, trovando la massima disponibilità degli interpreti a seguire perfettamente il suo canovaccio tattico.
Tra i pali Steve Ogrizovic rappresenta un sicurezza, avendo trovato quella tranquillità e quella costanza di rendimento che gli erano mancati nell'esperienza a Liverpool. A 30 anni è ormai considerato uno dei migliori portieri inglese, nonostante la nazionale continui ad ignorarlo.
La coppia di centrali, composta dal capitano Brian Kilcline e da Trevor Peake, è assolutamente tradizionale dal punto di vista della concezione britannica: forza fisica ed interventi duri sono alla base della caratteristiche dei due con il primo, soprannominato "killer", davvero incurante della differenza tra pallone o gamba nelle situazioni più concitate.


Leader e capitano della squadra, Kilcline impersona al meglio lo spirito indomito e combattivo della squadra.
Sulle fasce di disimpegnano il gallese David Phillips a destra e Greg Downs a sinistra, entrambi in grado di garantire un proficuo contributo in entrambe le fasi di gioco. 
Nell'intendimento tattico di Sillett entrambi devono sovrapporsi costantemente alla due ali, garantendo cross con continuità. Philipps è altresì in possesso di un tiro potente e preciso, mentre Downs fa valere il passato da attaccante per dimostrarsi un terzino dall'ottimo spunto offensivo.
Il reparto di centrocampo fa leva sul dinamismo inesauribile di Lloyd McGrath, piccolo (165 cm di altezza) solamente dal punto di vista fisico. Corsa e perizia tattica lo rendono un elemento fondamentale e pur non avendo una media realiazzativa significativa, con il suo continuo movimento diventa una variabile imprevedibile nello sviluppo di gioco offensivo. 
Accanto a lui un altro elemento dalla misure ridotte, Micky Gynn, medesima altezza del collega di reparto, ma una potenzialità realizzativa e tecnica superiore.
Insieme la coppia di mediani assicura notevole copertura soprattutto alle due ali, principale sbocco offensivo della squadra.
Sulla destra troviamo Dave Bennett, inesauribile esterno dotato di tecnica e velocità, con particolare predisposizione per i cross: dai suoi piedi partono precisi e perfetti suggerimenti per le punte, mettendosi così in evidenza come uno dei giocatori più importanti del Coventry.
A sinistra Nick Pickering svolge lo stesso compito del compagno, anche se con minore attitudine offensiva e maggiore impatto fisico.
La coppia offensiva è composto da un attaccante atipico quale Keith Houchen, elemento dinamico e completo in grado di rendersi utile su tutto il fronte offensivo. La punta nativa di Middlesbrough non viver esclusivamente per il gol e nel corso della carriera si dimostra perfetto partner per la punta centrale.
Nel Coventry tale ruolo è ricoperto da Cyrille Regis, centravanti in gioventù indicato come potenziale crack, molto stimato anche dal grande Johan Crujff.
A 28 anni ha confermato solo in parte le grandi aspettative avanzate per lui anni prima, mettendosi però in luce come attaccante dall'ottima tecnica.
Anche la punta di origine francese non è il classico bomber d'area, ma un attaccante versatile, in grado di favorire con il movimento la giocata personale dei compagni.


                                    Keith Houchen (a sx) e Cyrille Regis (a dx) con David Speedie

La finale, giocata il 16 maggio a Wembley, inizia però subito male per il Coventry a causa del preciso colpo di testa di Clive Allen dopo 2 minuti che porta in vantaggio il Tottenham.
Dopo appena 6 minuti sale però in cattedra Bennett, bravissimo ad incunearsi in aera ed a battere Clemence in uscita.
La partita prosegue in un sostanziale equilibrio, quando al 40' Ogrizovic esce male a seguito di un calcio di punizione e lo stopper degli Spurs Gery Mabbutt quasi involontariamente riporta in vantaggio i suoi.
Gli uomini di Sillett rientrano negli spogliatoi sotto di un gol ed incominciano la ripresa a spron battuto alla ricerca del pareggio, raggiunto al 62' da una giocata ancora oggi nella storia del calcio inglese.
Lo scatenato Bennett mette al centro un preciso traversone sulla quale si avventa con un splendido tutto Houchen, il quale impatta alla perfezione il pallone, mettendo a segno un gol votato ai tempi come uno dei migliori 10 mai segnati a Wembley.


La partita si mantiene sul 2-2 fino alla fine dei tempi regolamentari, rendendo necessari i supplementari: dopo 5 minuti dall'inizio del primo è ancora Mabbutt il protagonista, ma stavolta in negativo, deviando sfortunatamente nella propria rete un cross dalla destra di McGrath.

Il Tottenham si riversa in attacco, ma il Coventry si chiude a riccio, rischiando poco nei successivi 25 minuti, fino a che il triplice fischio di Neil Midgley non decretala fine delle ostilità e la storica vittoria della FA Cup.


A rendere ancora più indimenticabile la giornata arriva la proclamazione di Dave Bennett come "man of the match", a suggello di una stagione straordinaria per l'ala di colore.




Difficile eleggere un singolo nella vittoria del Coventry del 1987, essendo quello dell'undici di Sillett la vera vittoria del collettivo, dall'organizzazione e della capacità di mettere in condizione ogni giocatore di rendere al meglio.

"sky blue
so tired of all this travelling
so many miles away from home
i keep moving to be stable
free to wander, free to roam

train pulled out said my goodbyes
sky blue
back on the road alone with the sky
sky blue
there's a presence here no one denies
sky blue"




Giovanni Fasani

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